
i Copilot+PC arrivano anche su desktop
In occasione del MWC 2026 di Barcellona, AMD ha annunciato le nuove famiglie di processori per sistemi desktop Ryzen AI 400 e Ryzen AI 400 Pro: è la prima volta che il brand “Ryzen AI”, visto finora solo su laptop e handheld, arriva anche nel segmento desktop. Sostanzialmente, si tratta di chip con NPU dedicata, naturalmente su socket AM5; i chip “normali” sono pensati prevalentemente per il settore consumer, mentre quelli “Pro” si rivolgono soprattutto a quello business.

I chip Ryzen AI 400, Pro e non, sono in tutto dodici, ma tecnicamente possiamo semplificare a tre modelli principali declinati in quattro varianti – “normale”, Pro, “G” (TDP a 65 W) e “GE” (TDP a 35 W). I nomi sono 7 450, 5 440 e 5 435. Combinano core CPU basati su architettura Zen 5, GPU integrata RDNA 3.5 e una NPU capace di 50 TOPS. Sono anche i primi chip desktop di AMD a soddisfare i requisiti Copilot+ PC di Microsoft, abilitando funzioni AI avanzate di Windows 11 come Recall e Click to Do.

Vale la pena precisare che i Ryzen AI 400 e i Ryzen AI Pro 400 non sono sostituti dei Ryzen 9000, ma evoluzioni dirette degli 8000G. La formula rimane invariata: si tratta sostanzialmente di chip derivazione mobile riadattati al segmento desktop. Le specifiche sono infatti molto vicine ai Ryzen AI 300 per laptop, anche se questi ultimi integrano NPU leggermente più veloci, fino a 55 TOPS.

AMD non propone, almeno per ora, le configurazioni di fascia alta viste nei notebook. Nessun modello arriva a 12 core CPU come i Ryzen AI 9 HX 375 o 370, né troviamo le GPU integrate Radeon 880M o 890M. Il massimo previsto è 8 core CPU – probabilmente suddivisi tra Zen 5 e Zen 5c – abbinati a una Radeon 860M con 8 core grafici RDNA 3.5. Tutti i modelli “Pro” integrano con funzionalità di gestione e sicurezza dedicate ai reparti IT. Non sono previste versioni “boxed” per la vendita al dettaglio, almeno per ora – nemmeno per i chip non Pro. Restano da capire le tempistiche di uscita sul mercato precise.

Il Mobile World Congress di Barcellona, uno degli appuntamenti tecnologici più attesi dell’anno a livello globale, ha offerto ad AMD il palcoscenico ideale per ridisegnare i confini del personal computer. L’azienda americana ha presentato i nuovi processori delle serie Ryzen AI 400 e Ryzen AI PRO 400 per desktop, ampliando al contempo il proprio portafoglio mobile con l’ingresso nelle workstation portatili. La mossa segna un salto qualitativo nella filosofia stessa del PC da scrivania, che smette di essere un semplice strumento di calcolo per diventare qualcosa di più vicino a un collaboratore digitale.
Al centro di questa trasformazione c’è una questione concreta che riguarda milioni di professionisti e utenti privati: la possibilità di eseguire applicazioni di intelligenza artificiale e modelli linguistici di grandi dimensioni direttamente sul proprio computer, senza affidarsi al cloud. Questo approccio, che gli addetti ai lavori chiamano “on-device AI“, garantisce che i dati sensibili rimangano sul dispositivo, offrendo un livello di privacy e controllo che le soluzioni basate su server remoti non possono garantire allo stesso modo. Per un avvocato, un medico o un ingegnere che lavora con informazioni riservate, si tratta di una differenza non trascurabile.
Jack Huynh, vicepresidente senior e direttore generale della divisione Computing and Graphics di AMD, ha sintetizzato la visione aziendale con una frase che cattura bene lo spirito del momento: il PC da scrivania si sta evolvendo da strumento che si usa ad assistente intelligente che lavora al fianco dell’utente. Con i nuovi Ryzen AI 400, ha aggiunto, AMD porta nei sistemi desktop una potente accelerazione AI che consente ai produttori di costruire macchine capaci di fare di più, sia per le imprese sia per i consumatori.

Sul piano tecnico, i nuovi processori desktop combinano core CPU ad architettura Zen 5, grafica AMD RDNA 3.5 e un’unità di elaborazione neurale dedicata basata sull’architettura XDNA 2. Quest’ultima è in grado di erogare fino a 50 TOPS di calcolo AI, una misura che indica la capacità di eseguire cinquanta trilioni di operazioni al secondo dedicate all’intelligenza artificiale. È proprio questa componente a rendere i nuovi Ryzen AI 400 i primi processori desktop compatibili con le esperienze Copilot+ PC di Microsoft, la piattaforma con cui il colosso di Redmond sta ridefinendo l’interazione uomo-macchina attraverso assistenti e strumenti di produttività integrati.
La gamma desktop si articola in dodici modelli, divisi tra la linea consumer e quella PRO destinata al mercato aziendale. I modelli di punta, come il Ryzen AI 7 450G e il suo corrispettivo PRO, montano otto core con sedici thread e raggiungono frequenze boost fino a 5,1 GHz, con un consumo di 65 watt. Esistono anche varianti GE con TDP ridotto a 35 watt, pensate per sistemi compatti o scenari in cui l’efficienza energetica ha la precedenza sulla potenza bruta. I modelli entry-level della serie AI 5, con sei core e dodici thread, completano un’offerta pensata per coprire diversi segmenti di mercato e fasce di prezzo.
Non meno rilevante è l’evoluzione della piattaforma AMD PRO, che riguarda la gestione e la sicurezza delle flotte aziendali. In un contesto in cui le grandi organizzazioni gestiscono migliaia di dispositivi distribuiti su più sedi, spesso in configurazioni di lavoro ibrido, la capacità di diagnosticare problemi, ripristinare sistemi e mantenere la continuità operativa da remoto è diventata una priorità per i responsabili IT. AMD ha ampliato le funzionalità di gestione remota proprio in questa direzione, riducendo la necessità di interventi fisici sui dispositivi e garantendo la compatibilità con le principali soluzioni di sicurezza aziendale già in uso nelle organizzazioni
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