Prodotte a 2 nanometri da… TSMC?
Intel e TSMC insieme per i 2 nm? Le indiscrezioni guardano alle CPU Nova Lake
Intel potrebbe affidarsi ancora una volta a TSMC per la produzione di alcuni dei suoi prossimi processori. Secondo indiscrezioni provenienti da Taiwan, l’azienda di Santa Clara sarebbe infatti tra i potenziali clienti del nuovo processo produttivo a 2 nanometri di TSMC, noto come N2.
La collaborazione potrebbe riguardare una delle future generazioni di processori desktop Intel: Nova Lake, attesa sul mercato nel corso del 2026. Al momento non ci sono conferme ufficiali da parte delle aziende coinvolte, ma le indiscrezioni delineano uno scenario particolarmente interessante per il futuro della piattaforma desktop Intel.
Intel avrebbe già avviato i test sul processo N2 di TSMC
A riportare l’indiscrezione è l’Economic Daily News, secondo cui Intel avrebbe iniziato attività di produzione di prova presso uno degli impianti di TSMC a Hsinchu, Taiwan.
L’obiettivo sarebbe quello di valutare il processo N2 in vista della produzione di componenti destinati alle future CPU. Tra i prodotti indicati dalle indiscrezioni figurano proprio i processori Nova Lake, che dovrebbero rappresentare una delle principali evoluzioni della piattaforma desktop Intel nel 2026.
È importante sottolineare che si tratta, al momento, di informazioni non confermate ufficialmente. Non è quindi possibile stabilire con certezza quali componenti verranno effettivamente prodotti da TSMC né quale sarà il ruolo preciso del processo N2 all’interno dell’architettura finale.
Nova Lake potrebbe introdurre una nuova piattaforma desktop
Le indiscrezioni relative a Nova Lake sono circolate già da tempo e indicano un possibile debutto della famiglia Core Ultra 400S.
Una delle novità più importanti potrebbe riguardare il socket. I processori desktop di nuova generazione potrebbero infatti richiedere il LGA 1954, destinato, secondo le informazioni disponibili, a prendere il posto dell’attuale LGA 1851.
Anche la configurazione dei core sarebbe particolarmente ambiziosa. Alcune precedenti indiscrezioni hanno ipotizzato modelli fino a 52 core complessivi, ottenuti combinando 16 P-core basati sull’architettura Coyote Cove, 32 E-core Arctic Wolf e quattro ulteriori LP E-core.
Si tratta però di specifiche ancora da prendere con cautela: Intel non ha confermato ufficialmente queste configurazioni e il progetto potrebbe cambiare prima dell’arrivo sul mercato.

Il rapporto tra Intel e TSMC non è una novità
Un eventuale ricorso al processo N2 di TSMC non rappresenterebbe una svolta completamente inattesa per Intel.
Negli ultimi anni l’azienda ha infatti intensificato l’utilizzo di capacità produttiva esterna. Le generazioni Lunar Lake e Arrow Lake, appartenenti rispettivamente alle famiglie Core Ultra 200V e Core Ultra 200S, hanno già utilizzato diversi nodi produttivi di TSMC per la realizzazione di specifici componenti.
Questa strategia permette a Intel di combinare tecnologie produttive differenti all’interno dello stesso prodotto, scegliendo di volta in volta il processo più adatto alle esigenze di ciascun chiplet o tile.
Intel 18A non esclude necessariamente TSMC
Il possibile utilizzo del processo N2 di TSMC è particolarmente interessante alla luce dello sviluppo del processo Intel 18A, sul quale l’azienda americana punta molto per rilanciare la propria capacità produttiva.
In teoria, la disponibilità di un processo proprietario avanzato potrebbe spingere Intel a riportare una parte crescente della produzione all’interno delle proprie fabbriche. Le indiscrezioni su Nova Lake suggeriscono però che la strategia potrebbe essere più articolata.
L’ipotesi attualmente più discussa è che TSMC possa occuparsi della Compute Tile, cioè della parte del processore che integra i core x86. Non è tuttavia ancora possibile considerare questo scenario come definitivo.
Una strategia produttiva sempre più flessibile
Se le indiscrezioni dovessero trovare conferma, la scelta di Intel avrebbe comunque una logica precisa.
L’azienda sembra infatti orientata verso un modello nel quale non è necessariamente obbligata a produrre ogni componente attraverso le proprie fonderie. Al contrario, potrebbe utilizzare sia la capacità produttiva interna sia quella di partner esterni, scegliendo la soluzione più conveniente dal punto di vista tecnologico ed economico.
Questa impostazione è coerente con la trasformazione che Intel sta portando avanti con il progetto Intel Foundry. L’obiettivo è rendere la divisione produttiva competitiva non solo sul mercato esterno, ma anche all’interno dello stesso gruppo.
Michelle Johnston Holthaus, alla guida di Intel Products, aveva già evidenziato questo principio sottolineando come Intel Foundry debba conquistarsi gli ordini della divisione prodotti attraverso tecnologia, qualità e capacità di supportare la roadmap dell’azienda.
In quest’ottica, l’eventuale ricorso a TSMC per Nova Lake non rappresenterebbe necessariamente una bocciatura della tecnologia Intel, ma potrebbe essere semplicemente il risultato della ricerca della soluzione produttiva più adatta a uno specifico componente.
Nova Lake potrebbe essere uno dei progetti più importanti del 2026
Per ora è quindi necessario considerare con prudenza tutte le informazioni relative a Nova Lake. Il debutto è atteso nel 2026, ma Intel non ha ancora ufficializzato tutti i dettagli relativi a configurazioni, processo produttivo, socket e suddivisione delle varie tile.
Se però l’indiscrezione sulla collaborazione con TSMC dovesse essere confermata, Nova Lake diventerebbe un esempio significativo della nuova strategia produttiva di Intel: combinare tecnologie proprietarie e capacità produttive esterne per ottenere processori sempre più competitivi.
Nei prossimi mesi saranno quindi particolarmente importanti gli annunci ufficiali di Intel e le eventuali nuove informazioni provenienti dalla filiera produttiva. Solo allora sarà possibile capire se il processo N2 di TSMC avrà realmente un ruolo nella produzione delle future CPU desktop Nova Lake.